martedì 14 agosto 2007

CHIUSO GIORNALE IN IRAN DOPO L'INTERVENTO DI UNA POETESSA LESBICA

articolo tratto dal sito TamLes

Non c'è stata una conferma ufficiale da parte delle autorità ma l'agenzia di stampa Fars, citando una fonte del ministero della Cultura, ha reso noto che il giornale era stato chiuso temporaneamente. Quotidiano preferito dei liberali iraniani, Shargh (Est) ha pubblicato sabato un'intervista di una pagina a Saghi Ghahreman, poetessa iraniana che vive in Canada. "Linguaggio femminista" era il titolo dell'articolo. Il quotidiano conservatore Kayhan ha attaccato oggi la signora Ghahreman, definendola una "contro-rivoluzionaria in fuga" che dirige "l'organizzazione iraniana delle lesbiche". "Ci hanno detto che questa donna ha problemi di morale, che è omosessuale e se ne vanta sul suo blog. Ma noi l'abbiamo intervistata solo in quanto scrittrice all'estero" si è difeso il direttore del giornale Shargh, Mehdi Rahmanian. Il quotidiano ha pubblicato oggi in prima pagina delle scuse, affermando di aver dato la parola alla poetessa ignorando le sue scelte personali. L'omosessualità è strettamente vietata nella repubblica islamica dell'Iran, gay e lesbiche rischiano la pena di morte. Il quotidiano Shargh aveva ripreso ad uscire a maggio dopo un divieto di 9 mesi, imposto per aver pubblicato una vignetta considerata offensiva del presidente Mahmoud Ahmadinejad. Quella di oggi è solo l'ultima misura di repressione nei confronti della stampa riformatrice, a luglio è stato chiuso il quotidiano moderato Ham Mihan ed è stata annullata definitivamente la licenza di pubblicare del giornale Mosharekat, organo ufficiale del principale partito dell'opposizione, il Fronte di partecipazione. Il quotidiano era diretto da Mohammad Reza Khatami, fratello dell'ex presidente riformatore Mohammad Khatami. L'ultima grande offensiva contro la stampa risale al 2000 quando il potere giudiziario aveva smantellato diverse pubblicazioni vicine ai riformatori allora al potere.(Fonte Afp)

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